Aimee Lee, la carta che diventa Filato e poi Libro

Aimee Lee è un’artista, una fabbricante di carta, una scrittrice e la principale ricercatrice di Hanji praticante negli Stati Uniti. Insegna, fa conferenze, mostre, e viene accolta a livello internazionale.

Il suo materiale principale è la carta e la sua preoccupazione centrale è come viene usata e considerata. Aimee Lee produce carta dalle specie di piante native della sua zona e che si trovano in abbondanza; in alcuni casi sono specie invasive, successivamente le trasforma in pasta di legno, e in poi in fogli che vengono asciugati. Con questa carta particolare, Aimee Lee produce: filo, sculture, libri, disegni, stampe, abiti e installazioni. Aggiunge colori e texture solo usando colori e finiture naturali e il metodo dello joomchi.

Aimee Lee, Lapse relapse, 2015
Aimee Lee, Lapse relapse, 2015

“La carta afferma la mia personalità come un camaleonte e un prodigio, e corrisponde la mia tenacia in un processo permanente di testare i suoi limiti.”

Il lavoro attuale di Aimee Lee è radicato nella Hanji (la carta coreana) e nelle sue tradizioni. In particolare, l’artista apprezza il jiseung, un metodo per realizzare cestini con strisce di carta unite in modo da diventare spago, praticata già centinaia di anni fa; questa tecnica fa in modo di riutilizzare gli scarti di preziosa carta.

Aimee Lee, Sample book #1, 2015
Aimee Lee, Sample book #1, 2015

L’artista è attratta da storie di carta, come ad esempio gli esami del servizio civile, i certificati di nascita, le registrazioni di genealogia, tutti trasformati in vasi per la casa, messaggi segreti, libri e persino scarpe.

“Il mio lavoro esamina la natura dell’essere umano, e modi che le persone creano realtà personali basate su costrutti della famiglia e della cultura. I miei strumenti comprendono la fabbricazione della carta, le arti del libro, l’installazione, la performance e la scrittura; il mio recente obiettivo è rendere e lavorare con Hanji, la carta fatta a mano coreana.”

Aimee Lee, The Grumpies, 2010
Aimee Lee, The Grumpies, 2010

Aimee Lee è affascinata da i confini tra gli spazi che delineano dentro e fuori, soprattutto dopo un anno di ricerca sul campo, in Corea, la cui cultura ha confini specifici, soglie, e costumi per ogni persona nella sua società. L’artista è particolarmente interessata alle esperienze private di persone in strati sociali che di solito sono disattese o invisibili. Il suo lavoro guarda a come le persone esprimono queste esperienze e di come le storie private possono essere proiettati sul mondo esterno.

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